LA COLLINA DELLA MEMORIA

 

“La Collina  della Memoria” ospita un cospicuo gruppo di tombe scavate su un banco roccioso che si affaccia sulla Cava del Salitello,  definito dall’archeologo Paolo Orsi “Necropoli Nord”. Le sepolture  sono risalenti a varie epoche ed offrono uno spaccato della storia dell’antica Noto di oltre tremila anni, dall’età preistorica all’alto  Medioevo.

Tra le innumerevoli escavazioni, si distingue una tomba di età castellucciana del Bronzo antico, con la caratteristica forma “a forno” scavata nella roccia calcarea. Più numerose sono le tombe sicule dell’età del Ferro (Pantalica Sud) con la cella quadrangolare e cuscino litico.

Ma gli elementi più caratteristici sono quelli riconducibili alla presenza giudaica. Sono infatti presenti alcune  sepolture contrassegnate da uno dei simboli più rappresentativi dell’Ebraismo: la Menorah, il candelabro a sette bracci. Una di queste tombe è stata definita dalla tradizione popolare la “Grotta del Carciofo”.  L’area si contraddistingue per essere un vero e proprio cimitero ebraico del V sec. d. C.  e attesta la presenza di una comunità ebraica a Noto Antica in età tardo-antica. Si tratta di una delle testimonianze archeologiche più antiche dell’ebraismo siciliano.

Un’altra area della collina appare destinata alle sepolture della comunità paleocristiana e bizantina dell’antica Netum (Noto Antica). Sulle balze rocciose si trovano vari ipogei paleocristiani, con i caratteristici arcosolii, monosomi e polisomi, tra i quali si segnala una catacomba, volgarmente detta la “Grotta delle Cento Bocche”, secondo P. Orsi, originariamente ricavata dall’escavazione di due tombe sicule. Uno di questi ipogei  divenne un oratorio paleocristiano, dove si scorgono labili tracce di affreschi.

Di interesse etno-antropologico sono due ripari per le arnie delle api: una piccola cavità intagliata in una parete rocciosa e, a poca distanza, una piccola struttura in muratura a secco, priva di copertura.

Fra le testimonianze degne di nota sono numerose cave di pietra, la cui escavazione è probabilmente legata all’edificazione delle mura urbiche  di Noto Antica potenziate fra il XVI ed il XVII  secolo.